Social Shopping: anche provare i vestiti è diventato social

L’innovazione nello shopping non si ferma. Il social shopping è l’ultima innovazione presentata all’annuale National Retail Conference di New York nella sezione delle innovazioni per il punto vendita.

Quante volte non comprate un vestito perché avreste voluto l’opinione di qualcuno?  Non comprate niente senza l’opinione della vostra amica? le nuove tecnologie vi vengono in aiuto, è in arrivo un nuovo trend.

Il trend è stato già ribattezzato “social retailing” e riguarda il modo in cui le nuove tecnologie stanno modificando il modo di vendere e comprare. In particolare l’innovazione presentata riguarda dei camerini multimediali in cui il cliente può provare i vestiti e poi, ponendosi davanti ad un particolare specchio, può filmarsi e inviare il tutto a cellulari e smartphone di amici/parenti per chiedere opinioni sul capo. Oltretutto, può ricevere anche le risposte!

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Un’indagine realizzata da Macy’s (famosa catena di grandi magazzini statunitense) ha rivelato (come se ce ne fosse bisogno…) che i clienti apprezzano poco l’attuale struttura delle “fitting room” (poco spaziose, con luci fastidiose e specchi che falsano l’immagine). Così il retailer americano ha avviato una profonda revisione di questa zona degli store, immediatamente seguito dai concorrenti più immediati (J.C. Penny e Barneys).

La cosa incredibile è come per anni si sia sottovalutato questo spazio fondamentale per le vendite. Basti pensare al fatto che è proprio nei camerini che nella stragrande maggioranza dei casi, matura la decisione d’acquisto. Se a questo aggiungiamo che sempre più spesso lo shopping è un momento “sociale” da fare con amici/amiche si capisce come mai c’è tanto stress su questo concetto.

Ovviamente ci sono un paio di riflessioni da fare su questa soluzione tecnologica.

Lo streaming video può essere inviato al pc o ai telefonini degli amici. Il che implica che il destinatario abbia tempo e voglia di guardarlo, esprimere un giudizio e rispondere. Se anche ciò avvenisse, quanto tempo può occorrere per ottenere il verdetto? Quanto tempo e quanta coda il retailer sarà disposto a sopportare? Siete mai stati da Zara o da H&M in un giorno di saldi?? Provate a immaginarvi cosa potrebbe accadere.

La soluzione potrebbe essere quella di realizzare più postazioni. Ovviamente questo comporta un problema di costi. Se già una singola postazione risulterebbe onerosa per un punto vendita, figuriamoci una molteplicità di “specchi” quanto possono costare. Certo le soluzioni in termini di visual merchandising potrebbero essere diverse (se ad esempio si utilizzassero questi strumenti anche come degli schermi multimediali quando non vengono utilizzati dai clienti).

Quindi? Quindi lo strumento me lo prefiguro utilizzabile soltanto in determinati contesti. Nel fashion di alta gamma e nel lusso ad esempio. Dove l’impatto economico potrebbe essere meno evidente e dove la “cerimonia di vendita” ha tempi molto più dilatati.